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Triangolare dello Sterno, muscolo deputato alla respirazione e non solo

A cura di Stefano Binda, Saverio Colonna, Andrea Casari

Introduzione e Anatomia

Il muscolo triangolare dello sterno o trasverso toracico è un muscolo generalmente poco descritto in letteratura a causa della sua posizione retrosternale. E un muscolo sottile, triangolare o sotto forma di ventaglio, posto dietro allo sterno e le sei prime cartilagini costali.

È completamente endotoracico.

Di qui si porta lateralmente e, dopo un decorso molto breve, si divide in quattro o cinque digitazioni leggermente divergenti, le quali si inseriscono, per mezzo di brevi fibre tendinee, sulla faccia interna e sul margine inferiore della sesta, quinta, quarta, terza cartilagine costale, talora della seconda e della prima.

La digitazione più bassa, destinata alla sesta costa, è trasversale e si continua generalmente coi fasci superiori del muscolo trasverso dell’addome; le digitazioni seguenti sono oblique in alto e lateralmente, avvicinandosi tanto più alla direzione verticale quanto più sono superiori.

Alcuni studi sostengono che il triangolare dello sterno abbia come ruolo prevalente quello di espiratore, grazie all’andamento simile al muscolo intercostale interno posto anteriormente.
Si inserisce medialmente, per mezzo di una breve aponeurosi, sulle pareti laterali del processo xifoideo e del corpo sternale.

Rapporti anatomici

Importante il rapporto con i vasi mammari interni, che decorrono tra questo muscolo e le cartilagini costali

Innervazione

Innervato principalmente dai nervi intercostali corrispondenti e dai filuzzi anteriori che penetrano nella sua faccia anteriore.

Vascolarizzazione

Vascolarizzato da arterie di piccolo calibro (art. intercostali anteriori) e molto variabili provenienti molto spesso dall’arteria mammaria interna (ramo diretto dell’arteria succlavia).

L’arteria mammaria interna decorrendo parallelamente al nervo frenico arriva ad irrorare la superficie superiore diaframmatica. Non è da escludere per questi rapporti anatomici, che un’ipertrofia o una rigidità di questo muscolo, il triangolare dello sterno, possa creare un non corretto funzionamento diaframmatico, dovuto alla compressione dell’arteria mammaria interna e quindi ad una sua scarsa vascolarizzazione.

Azione

Il muscolo triangolare dello sterno, con i suoi fasci oblique, può abbassare le coste, ma tale azione è generalmente molto debole.
Come i sottocostali, i fasci del muscolo triangolare dello sterno sono rudimentali. Rappresenta però dell’espansioni dirette del muscolo trasverso dell’addome, grazie alle sue digitazioni inferiori.
Le fibre caudali continue con quelle del trasverso dell’addome e come direzione sembra la continuazione dell’obliquo interno (Colonna 2007), per tale motivo è inquadrabile nelle catene miofasciali spirali anteriore.
Al triangolare dello sterno, difatti,  è stato riscontrato anche un ruolo nella rotazione del tronco; nella rotazione verso sinistra è attivo il triangolare di destra, nella rotazione verso destra quello di sinistra (Kobayashi et al. 2003).

Funzione

Nello studio riportato da Estenne  (1988), vennero effettuate elettromiografie con elettrodo ad ago dei seguenti muscoli: il muscolo triangolare dello sterno (o trasverso toracico), l’obliquo esterno e lo strato addominale più profondo (oblique interno e trasverso dell’addome) a 20 soggetti respirando a volume corrente nella postura supina e nella posizione eretta. Durante la valutazione in postura supina, il muscolo triangolare dello sterno e i muscoli addominali sono risultati silenti (secondo noi tutti i muscoli risultavano silenti perché l’attività respiratoria in tale postura è principalmente ad opera del muscolo diaframma). Al contrario tutti i soggetti valutati in posizione eretta, hanno riscontrato attività nei muscoli addominali, e 16 di essi anche del triangolare dello sterno.

L’attività dei muscoli addominali era principalmente di tipo tonico (controllo attivo della postura), e in relazione con il ciclo della respirazione, mentre in 15 soggetti l’attività del triangolare dello sterno era limitata alla fase espiratoria. L’attività espiratoria del triangolare dello sterno è stata più frequentemente osservata negli anziani che nei soggetti giovani.
In conclusione Queste osservazioni indicano che, a differenza della posizione supina, la maggior parte dei soggetti reclutava in posizione eretta sia il triangolare dello sterno che la muscolatura addominale.

Questo reclutamento può compensare gli effetti negativi della posizione eretta sul diaframma e dei muscoli inspiratori costali (intercostale interno, sovracostale).

De Troyer et al (1987), riportano attraverso EMG attività importante del muscolo triangolare dello sterno, che risultava attivato maggiormente durante l’espirazione funzionale residua, attraverso manovre espulsive e eventi spontanei come il linguaggio, la tosse, e le risate.

Anche altri studi (Kobayashi et al. 2003) confermano che gli intercostali parasternali nell’uomo hanno una azione inspiratoria, mentre il triangolare dello sterno ha una azione espiratoria.

Ulteriori studi sul cane (De Troyer et al. 1986) in posizione supina, vanno a confermare il ruolo del triangolare dello sterno come muscolo espiratore e abbassatore costale. I risultati ottenuti da questo studio indicano che l’espirazione nel cane non è un processo passivo e che il volume di fine espirazione della gabbia toracica non è determinata da un equilibrio delle sole forze statiche (per esempio il differente gradiale di pressione intra ed extra polmonare). L’uso di questo muscolo può agevolare l’inspirazione aumentando durante la fase espiratoria la lunghezza dei muscoli intercostali (CONNETTIVO IN PARALLELO).

Alla luce anche della posizioni di tale muscolo, e della sua attività che è più frequente nelle fasi finali della respirazione crediamo sia più utile considerare tutti i sistemi miofasciali siano essi sinergici od “antagonisti” rispetto alla funzione predominante.
Nei soggetti in atteggiamento iper cifotico dorsale diventa utile eseguire un lavoro di detensione delle catene anteriori: retta superficiale e profonda anteriore  a livello del tendine centrale, spirali anteriori craniali).

Considerazioni terapeutiche e atteggiamenti posturali

In seguito a quanto abbiamo riportato, considerate l’anatomia, i rapporti anatomici (vascolari e nervosi) e le funzioni riportate dalla letteratura che vengono svolte da questo muscolo, possiamo considerare i seguenti casi.
Il triangolare dello sterno nell’anziano,  attraverso la valutazione elettromiografica,  è stato trovato più attivo rispetto ai giovani (Estenne et al. 1988). Di solito quando i muscoli vengono iper attivati tendono a fibrotizzarsi e retrarsi. Questa “retrazione” potrebbe essere una delle cause d’innesco della postura tipica in chiusura dell’anziano. La sua detrazione porterebbe ad irrigidire le catene anteriori e la catena centrale, con un conseguente abbassamento della gabbia toracica, aumento della cifosi dorsale, anteposizione delle teste omerali ed iperestensione del rachide cervicale alto. In realtà tutto questo squilibrio è impossibile attribuirlo al triangolare, ma tale muscolo potrebbe essere l’innesco, una volta perso l’equilibrio la forza di gravità farebbe il resto.
Ci sentiamo di dire che lo stesso tipo di atteggiamento potrebbe essere riscontrato anche nei soggetti giovani i quali, potrebbero avere un triangolare dello sterno ipertonico od ipertrofico,  sollecitato, per esempio, durante la fase espiratoria nell’ attività sportiva a frequenze cardiache e respiratorie elevate.

Si potrebbe riscontrare una ridotta elasticità del triangolare anche nei soggetti giovani, frequentemente ragazzine in fase adolescenziale, o soggetti introversi, che in un particolare momento della crescita quale la pubertà tendono ad avere un atteggiamento in chiusura del rachide sul piano sagittale. Frequentemente con questo tipo di postura si ha un’attività inspiratoria prettamente a carico della muscolatura accessoria ed un “diaframma disfunzionale basso”.

[http://spine-center.it/diaframma-rmn-e-patologia-vertebrale/]

Allungamento catene spirali e rette anteriore craniale seguendo le fasi di respirazione.

Molto spesso, oltre ad una iperftrofia-rigità delle catene miofasciali, le persone con questo atteggiamento tendono ad avere, per causa o come conseguenza una respirazione non corretta dal punto di vista funzionale, reclutando eccessivamente tutti quei muscoli che normalmente vengono considerati respiratori accessori (scaleni, piccolo pettorale etc.).
Durante la rieducazione e quindi il ricondizionamento di questa funzione, non possiamo non tenere in considerazione gli studi sopra citati (Estenne  et al 1988), de Troyer et al 1987) e quindi proporre esercizi in particolari posture che inducano l’attivazione o il rilassamento muscolare delle catene stesse.

Qualora questo atteggiamento sia protratto nel tempo condurrà alla tipica postura in flessione dell’anziano con anteposizione del capo, all’anteposizione delle scapole e omeri, dorso in ipercifosi, retroversione del bacino con estensione dell’anca, flessione delle ginocchia e caviglia.
In queste situazioni diventa utile rimedio porre attenzione alle componenti anteriori craniali delle catene miofasciali e quindi rendere più elastiche e meno rigide quelle anteriori. Per non dilungarci oltre misura rimandiamo il Lettore desideroso di approfondire l’argomento ad articoli specifici sulle catene miofasciali.[http://spine-center.it/considerazioni-sulle-catene-miofasciali/]

Questa situazione è stata riscontrata anche dal Dr. Vladimir Janda (2007) nella sua ricerca sulla compensazione muscolare e sugli squilibri posturali del corpo umano.
Egli sostiene che schemi di movimento difettosi su una base posturale non corretta possono contribuire a un uso eccessivo e non corretto di alcune articolazioni creando così un circolo vizioso di disfunzioni ed eventuali lesioni muscolari e articolari.
Questo tipo di squilibrio muscolare, spesso, interessa persone che lavorano alla scrivania o siedono per la maggior parte della giornata e che adottano continuamente una postura non corretta dei muscoli della testa e delle spalle.
Nella sindrome crociata superiore (Upper Crossed Syndrome), la continua contrazione dei muscoli sub-occipitali, del trapezio superiore ed elevatore della scapola sul lato dorsale s’incrocia con la continua contrazione dei muscoli grande e piccolo pettorale. Inoltre, la debolezza dei muscoli flessori cervicali profondi s’incrocia con la debolezza del trapezio medio e inferiore, dei muscoli romboidi e del muscolo serrato anteriore.
Questo modello di squilibrio crea una disfunzione congiunta delle articolazioni: atlanto-occipitale, delle vertebre cervicali C4-C5, dell’articolazione cervico-toracica C7, dell’articolazione gleno-omerale e delle vertebre T4-T5.

Bibliografia

Colonna S.  Le catene miofasciali in medicina manuale, Martina Editore, Bologna 2006

Estienne M, Ninane V, De Troyer A. Triangularis sterni muscle use during eupnea in humans: effect of posture. Respir Physiol. 1988 Nov;74(2):151-62.

De Troyer A et al, Mechanical advantage oh the human parasternal intercostal and triangularis sterni muscles. J Physiol. 1998 Dec 15;513 ( Pt 3):915-251.

De Troyer A et al. Triangularis sterni muscle use in supine humans, J Appl Physiol 1987 Mar;62(3):919-25.

De Troyer A, V. Ninane. Triangularis sterni: a primary muscle of breathing in the dog. J Appl Physiol 1986 60(1):14-

Janda MD. Orthopedic physical assessment, 5th ed. St. Louis: Sauders, 2007.

Kobayashi C et al. Electromyographic activity of human triangularis sterni muscles during thoracic
rotation. Nihon Kokyuki Gakkai Zasshi. 2003 Feb;41(2):138-43

Testut L. Trattato Di Anatomia Umana, UTET 1894-1899

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