Centro di osteopatia, scuola, clinica e ricerca del trattamento della colonna vertebrale
Tel. 051 095 2375

Riabilitazione Pavimento Pelvico

Introduzione

L’incontinenza urinaria rappresenta  una invalidità che rischia se non trattata soltano di peggiorare e portare la donna a vincolarla ad uno stile di vita compromesso e vincolato all’aggravarsi della patologia: uso di pannolini, rinunce ad attività sportive o della quotidianità, tutti elementi che incidono nel sentirsi inadeguate alla vita sociale.
I mezzi di informazione non aiutano a trovare un approccio terapeutico, in quanto tutti noi siamo sottoposti a pubblicità in cui l’assorbente viene proposto come risposta ad un sintomo che si può presentare sia in età adulta, sia con la gravidanza o in altri momenti della vita.
I modelli di pads possono essere profumati e adeguati a seconda della performance che ogni essere umano deve sostenere nella sua vita.
L’incontinenza urinaria invece è una patologia che si può verificare in diversi momenti della vita di una donna, spesso si sente parlare di questo evento legato alla gravidanza e al post partum o alla menopausa, sicuramente sono fasi della vita della donna che sollecitano maggiormente il pavimento pelvico e che quindi può diventare ipotonico o con  altre caratteristiche che si possono associare come il prolasso.

L’incontinenza urinaria può comparire anche in età giovanile, così come può essere presente nella donna ipersportiva quindi il pavimento pelvico dovrebbe essere considerato un distretto muscolare da allenare così come la pratica sportiva crea benessere alla persona.
Da questo si evince come le problematiche legate a questo deficit sono ancora relegate ad una vergogna e pertanto nascoste, lo stesso nervo che si distribuisce nel pavimento pelvico ha una etimologia che significa “ciò per cui si deve provare vergogna”.

Pertanto è necessario per poter affrontare adeguatamente un qualsiasi percorso riabilitativo e anche di prevenzione poter fare cultura del perineo attuando un percorso di educazione alla conoscenza, consapevolezza di una parte anatomica che racchiude in sè tantissime funzioni vitali :

  • urinaria
  • defecatoria
  • collaborazione attiva nel parto
  • sessuale
  • e di contenimento.

L’approccio riabilitativo deve essere considerato un percorso multidisciplinare e multiprofessionale, non si può attuare un semplice allenamento della muscolatura senza aver preso in carico la paziente anche da un punto di vista posturale, respiratorio e di stile di vita.

Ri-Educazione al perineo
L’approccio consiste nel vedere dove si trova questa parte anatomica attraverso tavole anatomiche o modelli di bacino con parte muscolare annessa, per portare la donna ad
una conoscenza del suo perineo o pavimento pelvico.

Chinesiterapia

Con un percorso propriocettivo il terapeuta aiuta la paziente a prendere consapevolezza di questa muscolatura per poi individuare esercizi di contrazione e rilassamento della mauscolatura perineale specifici e personalizzati, in quanto diverse possono essere le patologie: incontinenza urinaria da sforzo, da urgenza, mista e  altre problematiche come prolassi (cistocele,rettocele, isterocele) e dolore pelvico cronico.

Elettrostimolazione funzionale
L’elettrostimolazione permette di aiutare il recupero della muscolatura del pavimento pelvico. Questa metodica è indicata per le  pazienti che  hanno difficoltà nel reperire la muscolatura, nei casi di importante ipotonia oppure come inibizione di una iperattività detrusoriale.

Biofeedback
E’ uno strumento che attraverso una sonda posizionata in vagina permette di eseguire cicli di contrazioni muscolari e  anche di  rilassamento muscolare seguendo un piano terapeutico che di volta in volta può essere modificato a seconda dei risultati raggiunti.

Attraverso uno stimolo sonoro o visivo la paziente ha la possibilità di percepire maggiormente il lavoro corporeo e di programmare una propria attività muscolare perineale.

Il percorso riabilitativo
Presa in carico della paziente, anamnesi generale e specifica per identificare la problematica e tutti i comportamenti che possono essere legati all’evento: stile di vita, stile alimentare,assunzioni di farmaci.

Informazione e condivisione (consenso informato) del lavoro che si andrà ad eseguire con iniziale individuazione della muscolatura attraverso l’osservazione delle tavole anatomiche.

Esame obiettivo pelviperineale per la valutazione dell’incontinenza urinaria si esegue in posizione ginecologica attraverso:

  • valutazione neurologiaca per una valutazione dell’integrità dei circuiti neuromuscolari locoregionali del pavimento pelvico e dell’azione del sistema nervoso centrale;
  • valutazione muscolare del pavimento pelvico attraverso un’osservazione della zona genitale per identificare anomalie strutturali e modificazioni della zona genitale,  successivamente si  prosegue con ispezione vaginale per la valutazione del tono dei muscoli pubococcigeo, ileococcigeo e del nucleo fibroso centrale del perineo.

Il testing perieneale permette di valutare la forza della contrazione e il reclutamento volontario della muscolatura. Si esegue sempre in posizione ginecologica, l’operatore darà indicazioni di contrarre e rilasciare. Questo test permette maggiormente di identificare la muscolatura fasica, per quanto riguarda la tenuta, quindi la capacità di tenere la contrazione nel tempo l’operatore darà una serie di indicazioni per valutare questa capacità;

  • valutazione respiratoria sempre durante la prima visita si individua la capacità respiratoria del paziente in seguito alla contrazione della muscolatura perineale, gli esercizi possono essere fatti sia in ispirazione che in espirazione occorre individuare se ci sono delle dissinergie durante l’esecuzione degli esercizi;
  • valutazione posturale è importante inserire nel quadro di valutazione un’esame posturale del paziente in quanto situazioni di iperlordosi, cifosi o alterazioni del bacino possono influire nella patologia descitta dalla paziente.

Dopo aver eseguito la prima visita, l’operatore individua un percorso personalizzato e specifico per la paziente.

Il lavoro ambulatoriale deve proseguire anche a domicilio del paziente lasciando una serie di esercizi da eseguire in autonomia.

Dopo un primo percorso di sedute settimanali, si potrà inziare, se gli obiettivi vengono soddisfatti a 2 sedute mensili.

La riabilitazione del pavimento pelvico deve mantenersi nel tempo, è opportuno per la paziente ripetere gli esercizi anche dopo che il percorso sarà terminato, altrimenti come qualsiasi altro muscolo il tono acquisito lentamente diminuirà, la ginnastica perineale deve entrare nella vita della donna ed essere mantenuta, mettendo in atto sistemi protettivi per questa zona ad esmpio imparare a stringere quando interviene il colpo di tosse o la starnuto o quando si intraprendono attività che inducono uno sforzo eccessivo per il pavimento pelvico.

Gli incontri di gruppo

Dopo il percorso riabilitativo, gli incontri di gruppo in palestra, permettono un ulteriore rinforzo e l’acquisizione di nuovi esercizi per il mantenimento della muscolatura.

La condivisione di questa ginnastica porta ad aumentare consapevolezza e ad impadronirsi sempre di più di questa muscolatura el fine di creare degli automatismi protettivi.

Lascia un commento

Informazioni aggiuntive...