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Muscoli cervicali, masticatori e malattie cognitive: quale relazione?

A cura di F. Pacelli, A. Gusella, S. Colonna

La masticazione riveste un ruolo centrale nello sviluppo di ogni essere umano ma è forse meno conosciuta la sua importante funzione anche nella prevenzione delle disfunzioni cognitive.
In due ricerche pubblicate sulle riviste Neuroscience (1) e Journal of Oral Rehabilitation (2) i ricercatori hanno verificato che l’attività masticatoria è significativamente correlata alla memoria, alla cognitività, all’attenzione e al flusso ematico cerebrale

Tra le supposte cause dei disturbi cognitivi e attentivi vi sono gli squilibri di eccitabilità degli emisferi cerebrali. Questa possibilità emerge da studi che hanno mostrato come sintomi neurologici legati allhemineglect spaziale, in cui il soggetto disegna solo la metà destra di quello che vede, possano essere notevolmente ridotti stimolando la muscolatura cervicale.
Ciò avvalla come l’hemineglect può essere dovuto non solo alla perdita di tessuto neuronale causato da ictus della corteccia parietale ma anche dallo squilibrio di eccitabilità tra le due cortecce parietali verificatosi per l’ictus (3). In modo analogo, anche la riduzione di segnali muscoli masticatori si è dimostrata capace di indurre asimmetrie funzionali tra gli emisferi cerebrali (4).
Già nel 1958 il neurofisiologo italiano Giuseppe Moruzzi dimostrò che le afferenze trigeminali (nervo cranico che fornisce l’innervazione della muscolatura masticatoria) hanno un ruolo particolarmente importante per il mantenimento della vigilanza e delle funzioni cerebrali.
Più precisamente per hemineglect spaziale unilaterale si intende un disturbo della cognizione spaziale nel quale, a seguito di una lesione cerebrale, il paziente ha difficoltà ad esplorare lo spazio controlaterale alla lesione e non è consapevole degli stimoli presenti in quella porzione di spazio esterno o corporeo e dei relativi disordini funzionali (5). Più frequentemente la lesione è situata nell’emisfero destro ed il deficit si manifesta in un’incapacità di orientare l’attenzione in direzione opposta alla lesione quindi verso sinistra (6).

Nell’alzheimer la neurodegenerazione inizia nel Locus Coeruleus (7) e solo successivamente si estende alla corteccia cerebrale (8).
Il locos coeruleus è una piccola porzione di cervello di colore ceruleo, bluastro, rilascia la noradrenalina, un neurotrasmettitore responsabile della regolazione della frequenza cardiaca, dell’attenzione, della memoria e della funzione cognitiva. Le sua cellule, i neuroni, hanno lunghi assoni ramificati che attraversano gran parte del cervello e contribuiscono a regolare l’attività dei vasi sanguigni.

L’azione dei muscoli masticatori pare abbia una influenza importante su questo nucleo e per tal motivo un eventuale squilibrio di tale distretto può peggiorare i processi cognitivi, attentivi e motori.
La masticazione non simmetrica ma attuata da un unico lato iperattiva l’emisfero corrispondente, creando così uno squilibrio: ecco quindi l’importanza di insegnare a masticare in maniera alternata dx-sx non facendo mancare nella propria dieta cibi di consistenza dura. Oltre a favorire uno sviluppo armonico dell’apparato dentale, queste semplici abitudini evitano l’asimmetrica attivazione degli emisferi cerebrali, condizione favorente l’insorgere dell’Alzheimer.

Affinchè il tutto possa avvenire è ovviamente necessario che l’apparato stomatognatico sia in fisiologia… da qui, come sempre, l’importanza del lavoro d’equipe.

BIBLIOGRAFIA

1. Weijenberg R, Scherder E, Lobbezoo F. Mastication for the mind: the relationship between mastication and cognition in ageing and dementia. Neuroscience Biobehav. Rev., 2013
2. Ono Y, Yamamoto T, Kubo K, Onozuka M. Occlusion and brain function: mastication as a prevention of cognitive dysfunction. J Oral Rehabilitation, 2010
3. Karnath HO, Christ K, Hartje W. Decrease of contralateral neglect by neck muscle vibration and spatial orientation of trunk midline. Brain. 1993 Apr;116 ( Pt 2):383-96.
4. Quintero A, Ichesco E, Myers C, Schutt R, and Gerstner G. Brain Activity and Human Unilateral Chewing: An fMRI Study. J Dent Res, 2013
5. Vallar G. (1998) Spatial hemineglect in humans. Trends in cognitive neuroscience, 2:87-97
6. Ringman JM, Saver JL, Woolson RF, Clarke WR, Adams HP (2004) Frequency, risk factors, anatomy, and course of unilateral neglect in an acute stroke cohort, Neurology, 63(3):468-74.
7. Braak H., Del Tredici K. Alzheimer’s pathogenesis: is there neuron-to-neuron propagation? Acta Neuropathology, 2011
8. Attems J, Thal D, Jellinger K. The relationship between subcortical tau pathology and Alzheimer’s disease. Biochem. Soc. Trans. 2012

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