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Le catene miofasciali: revisioni della letteratura e considerazioni teorico-pratiche

A cura di F. Pacelli, A. Gusella, S. Colonna

Nel giro di pochi mesi sono state pubblicate due review molto interessanti riguardanti l’esistenza della continuità morfologica delle catene miofasciali (Wilke et al, 2016) e la valutazione delle capacità di trasferimento tensivo lungo le stesse (Krause et al 2016).

Nella prima review citata gli autori hanno indagato la continuità delle strutture miofasciali di 6 delle catene proposte da T. Myers [fig. 1]. Nello specifico:

  • la spiral line
  • la lateral line
  • la front functional line
  • la back functional line
  • la superficial back line
  • la superficial front line

fig.1

Non è obiettivo di questo post fare una disamina anatomo-funzionale di ognuna di esse ed a tal fine rimandiamo o ai volumi di T. Myers riportati in bibliografia o alla sintesi nella tabella 1 posizionata in fondo alla bibliografia.

Dalla ricerca in letteratura sono stati selezionati 6589 articoli di dissezioni anatomiche ma di questi solo 62 raggiunsero i criteri qualitativi della Cochrane Collaboration Back Review Group.
Per ognuna delle catene miofasciali indagate (con rispettive continuità anatomiche) le evidenze emerse furono classificate come:

  • forti [consistent findings among multiple high-quality studies]
  • moderate [consistent findings among multiple low-quality studies and/or 1 high-quality study]
  • limitate [1 low-quality study]
  • conflittuali [inconsistent findings among multiple studies]
  • inesistenti [no studies available]

Sembra dimostrata con forti evidenze la continuità delle strutture che compongono:

  • la Superficial Back Line [fig.2] Continuità indagate: fascia plantare-gastrocnemio, gastrocnemio-ischiocrurali, ischiocrurali-erettori spinali e fascia lombare.
  • la Back Functional Line [fig.3] Continuità indagate: g.dorsale-fascia lombare, fascia lombare-g.gluteo, g. gluteo-vasto laterale.
  • la Front Functional Line [fig.4] Continuità indagate: g. pettorale-retto addominale, retto addominale-adduttore lungo.

Evidenze più moderate riguardano:

  • la Spiral Line
    Continuità indagate: splenio del capo- g. romboide, g. romboide-dentato anteriore, dentato anteriore-obliquo esterno; obliquo esterno-obliquo interno, obliquo interno-tensore della fascia lata, tensore della fascia lata-tibale anteriore, tibiale anteriore-peroniero lungo, peroniero lungo-bicipite femorale, bicipite femorale-erettori spinali
  • la Lateral Line
    Continuità indagate: peronieri-bandelletta ileotibiale, bandelletta ileotibiale- g. gluteo e tensore fascia lata, g. gluteo e tensore fascia lata-addominali obliqui, addominali obliqui-intercostali, intercostali e splenio del capo-SCOM.

Infine non vi sono studi in grado di confermare la continuità delle strutture anatomiche proposte per la Superficial Front Line, nè per la continuità tra il retto del femore e il retto addominale, nè tra quest’ultimo ed il muscolo sternale (presente per altro solo in una piccola percentuale di popolazione).

Le conclusioni di questo studio hanno un’importante rilevanza clinica e pratica: l’esistenza di queste connessioni miofasciali potrebbe essere utile nello spiegare il fenomeno del dolore riferito e fornire delle solide basi per estendere il focus diagnostico e terapeutico al di là della singola struttura interessata dal dolore. Alla luce di questi risultati risulta inoltre importante considerare queste connessioni nelle sindromi da sovraccarico funzionale come ad esempio alcune forme di lombalgia, pubalgia o tendinopatie, ecc.

La seconda review pubblicata sempre nel 2016 (Krause et al) si è proposta di fornire una panoramica sistematica degli studi di dissezione anatomica ed in vivo che indagano la trasmissione della tensione lungo le catene miofasciali di Myers (2014).
Seppur le evidenze che dimostrino l’esistenza delle catene miofasciali siano in crescita e siano state formulate ipotesi circa la capacità di trasmissione della forza attraverso di esse, vi è ancora una mancanza di prove sul loro significato funzionale e su come si verifichi la trasmissione della forza al loro interno.

Gli autori ancora una volta hanno effettuato una indagine sistematica della letteratura mediante MEDLINE (Pubmed), ScienceDirect and Google Scholar.

La scelta dei ricercatori è stata di indagare le catene miofasciali che avevano trovato forti evidenze di continuità morfologica nella review di Wilke appena esposta, ovvero:

  • la Superficial Back Line (SBL – fascia plantare, gastrocnemio, ischiocrurali, erettore spinale) [fig.2]
  • la Back Functional Line (BFL– gran dorsale, grande gluteo controlaterale, vasto laterale) [fig.3]
  • la Front Functional Line (FFL – adduttore lungo, retto addominale controlaterale, grande pettorale) [fig.4]

Dall’iniziale reperimento in letteratura di 1022 pubblicazioni furono selezionati solo 9 studi (Vleeming et al. 1989, 1995; van Wingerden et al. 1993; Carlson et al. 2000; Barker et al. 2004; Erdemir et al. 2004; Carvalhais et al. 2013; Norton-Old et al. 2013; Cruz-Montecinos et al. 2015) rispondenti agli stretti criteri qualitativi utilizzati.

I risultati (a nostro parere molto interessanti e da leggere punto per punto) riguardanti le trasmissioni della forza lungo ognuna delle 3 catene miofasciali furono i seguenti:

  • Superficial Back Line
    . fascia plantare-tendine d’Achille: 2 studi di moderata evidenza.
    . movimento pelvico- ischiocrurali e gastrocnemio: 1 studio di moderata evidenza
    . ischiocrurali-leg. sacrotuberoso o TFL: uno studio di moderata evidenza.
  • Back Functional Line
    . g. gluteo-vasto laterale: nessuno studio
    . g. dorsale-g. gluteo e TFL controlaterale: 3 studi di moderata evidenza.
  • Front Functional Line
    . adduttore lungo-retto dell’addome controlaterale; 1 studio di moderata evidenza.
    . retto dell’addome- g. pettorale: nessuno studio

Alla luce dei risultati emersi, le maggiori evidenze di continuità tensionale intra-catene miofasciali sembrano essere fornite dal continuum presente nella BFL tra gran dorsale – grande gluteo e tensore della fascia lata.

Concludiamo l’articolo lasciandovi con una proposta pratica di potenziamento di tale catena miofasciale (visualizzabile quiqui) nella quale ci proponiamo di:

  • prestirare la componente caudale della Back Functional Line (flessione, adduzione ed intrarotazione femorale sono i movimenti per allungare buona parte delle fibre del muscolo g. gluteo)
  • reclutare dinamicamente la componente craniale della catena stessa mediante principalmente la contrazione del muscolo gran dorsale.

Nei prossimi post ci soffermeremo su altre possibili modalità di potenziamento e allungamento delle tre catene miofasciali esaminate.

BIBLIOGRAFIA essenziale
– Krause F, Wilke J, Vogt L, Banzer W. Intermuscular force transmission along myofascial chains: a systematic review. J Anat.2016.Jun;228(6):910-8.
– Myers TW. Anatomy trains: myofascial meridians for manual and
movement therapists. 3rd ed. New York: Churchill Livingstone; 2014.
– Wilke J, Krause F, Vogt L, Banzer W. What Is Evidence-Based About Myofascial Chains: A Systematic Review. Arch Phys Med Rehabil. 2016 Mar;97(3):454-61.

fig.2.png

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