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Dolore cervicale: spunti di auto-trattamento

A cura di Francesco Pacelli

Nel tratto cervicale le possibili origini delle informazioni dolorose sono:

  • legamenti longitudinali vertebrali anteriore e posteriore
  • disco intervertebrale: sensibile in periferia può dare sintomatologia riferita al contrario del nucleo centrale
  • nervo spinale: veicolante le info nocicettive è nel tratto cervicale particolarmente a rischio a causa della strettezza dei forami intervertebrali
  • legamenti interspinosi
  • capsula delle articolazioni interapofisarie
  • muscolatura
  • periostio

La sintomatologia irradiata per sofferenza delle radici anteriori del plesso brachiale può evidenziarsi tramite dolore, parestesia o un’alternanza dei due sintomi. La topografia radicolare del dolore è un elemento da considerare e saper interpretare.
Si tratta il più delle volte di nevralgie cervico-brachiali per ernia del disco (soggetti giovani), o artrosi articolare posteriore (soggetti adulti). Abitualmente sono facilmente riconoscibili nei casi acuti, possono talvolta porre dei problemi diagnostici nei casi cronici.

Per ciò che concerne l’ernia cervicale sono più frequentemente colpiti gli ultimi quattro spazi di questo distretto: C4-C5, C5-C6, C6-C7, C7-T1 con interessamento della radice c5, c6, c7, c8 (il numero del nervo cervicale corrisponde a quello della vertebra inferiore, il primo nervo cervicale fuoriesce tra C0 e C1).
Non mi soffermo qui sull’irradiazione topografica di queste radici a livello dell’arto superiore.

Forse un po’ meno conosciuta o sottovalutata è invece la possibilità di avere dei dolori riferiti di origine discale. L’anulus fibroso (ovvero il guscio esterno del disco) è innervato e irradia il dolore in aree predeterminate che non coincidono con le irradiazioni topografiche radicolari. I primi studi a riguardo risalgono a Cloward (1959); nella foto in basso riporto la topografia degli ultimi dischi cervicali. Per la diagnosi di questa patologia può essere di parziale aiuto la RMN ma la sicurezza si ottiene solo con la stimolazione intradiscale.

Partendo dal presupposto che la maggior parte delle forme di autotrattamento diretto della colonna cervicale ritengo siano da sconsigliare poichè tale area presenta strutture nervose, vascolari ecc estremamente delicate, come fare dunque per ricercare in maniera autogestita un beneficio in tale area?

Da qualche anno ha preso piede l’utilizzo di una serie di tools per l’autotrattamento (dalla banale pallina da tennis al foam roller).
Spesso si ottengono benefici sul dolore cervicale mediante l’utilizzo di tali oggetti a livello del tratto dorsale [vedi foto in basso].

Il dolore riferito di origine discale in questo tratto può essere uno dei razionali (insieme a molti altri) in grado di spiegare tale effetto analgesico per ciò che concerne le problematiche del tratto cervicale basso (c4-c8)

Che fare invece per il tratto alto (c1-c4)? Una delle varie opzioni potrebbe essere l’autotrattamento manuale del padiglione dell’orecchio [vedi foto in basso].

In tal caso il razionale non è dato dal dolore discale irradiato bensì dal trattamento di territori sensitivi innervati da c1-c3.

Banale ma forse necessario concludere ribadendo che questi brevi spunti pratici esulino dal voler fornire una trattazione completa di un argomento estremamente ampio.

BIBLIOGRAFIA
– Barral JP, Croibier A. Manipolazione dei nervi cranici. Ed. ESOMM, 2009
– Colonna S, Le Catene Miofasciali in Medicina Manuale, Ed. Martina, 2006.

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