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Clinica

Incontinenza urinaria: eziopatogenesi e classificazione

incontinenza urinaria rubinetto che perde

L’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) nel 1998 nel corso della 1a Consultation of Incontinence ha riconosciuto l’Incontinenza Urinaria (IU)come un problema di sanità pubblica qualificando la stessa come malattia e, successivamente, nel 2002, durante la 2a Consultation of Incontinence, ha stimato che circa 200 milioni di persone al mondo ne risultassero affette. Tale valutazione risulta essere sottostimata; l’incontinenza urinaria viene infatti identificata quale “malattia” nei paesi industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo e, persino nei primi, ancora non pienamente estimata per una mancata segnalazione della condizione clinica che, quindi, risulta ancora oggi argomento tabù per la popolazione sia

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Riabilitazione Pavimento Pelvico

Introduzione L'incontinenza urinaria rappresenta  una invalidità che rischia se non trattata soltano di peggiorare e portare la donna a vincolarla ad uno stile di vita compromesso e vincolato all'aggravarsi della patologia: uso di pannolini, rinunce ad attività sportive o della quotidianità, tutti elementi che incidono nel sentirsi inadeguate alla vita sociale. I mezzi di informazione non aiutano a trovare un approccio terapeutico, in quanto tutti noi siamo sottoposti a pubblicità in cui l'assorbente viene proposto come risposta ad un sintomo che si può presentare sia in età adulta, sia con la gravidanza o in altri momenti della vita. I modelliContinua a leggere

Volleyball e Ginocchio: Saltando Sin Parar [Parte 2]

A cura di Riccardo Dorio Ho praticato per anni pallavolo, ho potuto assistere ahimè non infrequentemente ad infortuni da sovraccarico al ginocchio che io stesso ho dovuto purtroppo affrontare. E’ un infortunio che comunemente si verifica negli sport in cui vi sono movimenti esplosivi che coinvolgono il ginocchio, la prevalenza d’insorgenza negli atleti d’elite di pallavolo è del 45% (Lian, 2005). Il problema è evidentemente il sovraccarico ripetuto caratteristico di alcuni sport, ma per approfondirne l’eziopatogenesi e le cause patogenetiche rimando a questo articolo. Cosa fare con un atleta che ha questo tipo di problema, la classica tendinopatia rotulea (TR) da

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Ginocchio del Saltatore: dall’Eziopatogenesi alle recenti evidenze sugli effetti analgesici delle contrazioni isometriche. [Parte 1]

A cura di Francesco Pacelli Il ginocchio del saltatore o “jumper’s knee” è una tipica tendinopatia da sovraccarico funzionale che interessa nel 65% dei casi l’inserzione del tendine rotuleo al polo inferiore della rotula, nel 25% dei casi l’inserzione del tendine del quadricipite al polo superiore della rotula e nel 10% dei casi l’inserzione distale del tendine rotuleo alla tuberosità tibiale (sindrome di Osgood-Schlatter) (Perugia 1997, Ferretti 1986). Anche se, come correttamente sottolineato da alcuni Autori (El-Khoury et al 1992), la struttura anatomica che connette la rotula alla tuberosità tibiale è un legamento e non un tendine ed è quindi scorretto

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Back Functional Line: qualche proposta pratica ragionata

Articolo a cura di Francesco Pacelli Nel giro di pochi mesi sono state pubblicate due review molto interessanti riguardanti l'esistenza della continuità morfologica delle catene miofasciali (Wilke et al, 2016) e la valutazione delle capacità di trasferimento tensivo lungo le stesse (Krause et al 2016). Potete trovare un'analisi dettagliata di tali lavori nell'articolo visualizzabile al link http://spine-center.it/le-catene-miofasciali-revisioni-del…/ Tra le conclusioni a cui gli autori giungono vi è: la continuità delle strutture che compongono la back functional line [g.dorsale-fascia lombare, fascia lombare-g.gluteo, g. gluteo-vasto laterale] la trasmissione della forza lungo la stessa catena back functional line [g. dorsale-g. gluteo e TFL controlaterale]. Le proposte di allungamentoContinua a leggere

Dolore cervicale: spunti di auto-trattamento

A cura di Francesco Pacelli Nel tratto cervicale le possibili origini delle informazioni dolorose sono: legamenti longitudinali vertebrali anteriore e posteriore disco intervertebrale: sensibile in periferia può dare sintomatologia riferita al contrario del nucleo centrale nervo spinale: veicolante le info nocicettive è nel tratto cervicale particolarmente a rischio a causa della strettezza dei forami intervertebrali legamenti interspinosi capsula delle articolazioni interapofisarie muscolatura periostio La sintomatologia irradiata per sofferenza delle radici anteriori del plesso brachiale può evidenziarsi tramite dolore, parestesia o un'alternanza dei due sintomi. La topografia radicolare del dolore è un elemento da considerare e saper interpretare. Si tratta il piùContinua a leggere

Serate di approfondimento Spine: legamento crociato anteriore (LCA)

Serate di approfondimento Spine: attività fisica tra prevenzione e riabilitazione PRESENTAZIONE Innumerevoli studi hanno dimostrato quanto l'esercizio fisico sia importante per il benessere del corpo e della mente. Dell'importanza del movimento ci si è accorti in questi ultimi decenni, durante i quali il trend delle "cattive abitudini alimentari e sociali" - conseguenza del "benessere" moderno - ha portato progressivamente ad una vera e propria pandemia. Esempi banali sono: l'utilizzo indiscriminato dell'automobile anche per fare poche decine di metri, il telecomando, l'ascensore, la console ed i loro videogiochi, i fast-food etc. Come conseguenza di tutto questo, la qualità della vita, apparentementeContinua a leggere

Sindromi da conflitto femoro acetabolare: il ruolo della caviglia

Sindromi da conflitto acetabolare
A cura di A. Gusella, F. Pacelli e S. Colonna In un recente articolo abbiamo messo in evidenza come il nostro corpo sia in grado di trasmettere tensioni a distanza attraverso un network di tessuti costituito dalle catene miofasciali e come la mobilità (o l’ipomobilità) di un segmento possa condizionarne un altro a distanza. Ad esempio dai risultati pubblicati in un articolo di Grieve et al. del 2015 [1] sembra che sia possibile migliorare la prestazione del test sit-and-reach (e quindi migliorare la mobilità della catena posteriore) attraverso l’auto rilasciamento miofasciale della fascia plantare. In un altro studio Mitchell etContinua a leggere

Condropatia femoro-rotulea e potenziamento del vasto mediale: il ruolo dello squat

di Francesco Pacelli, Alberto Gusella, Saverio Colonna Questo articolo fa da seguito a quello pubblicato pochi giorni fa ed intitolato “Condropatia femoro-rotulea e rinforzo muscolare”. Condropatia femoro-rotulea e potenziamento del vasto mediale: il ruolo dello squat Iniziamo da una nota di colore: il muscolo quadricipite dovrà probabilmente essere ribattezzato in "pentacipite" dato che recentemente dall'analisi di 26 cadeveri è stato scoperto un suo nuovo fascio chiamato "tensore del vasto intermedio" (Grob K et al. 2016). (figura 1) Tale capo si trova fra il vasto intermedio e quello laterale, origina nella parte prossimale anteriore del femore fra il vasto laterale e intermedio per procedereContinua a leggere

Condropatia femoro-rotulea e rinforzo muscolare

Considerazioni sulla condropatia femoro-rotulea e rinforzo muscolare articolo a cura di: Saverio Colonna In letteratura è molto dibattuta la modalità del potenziamento muscolare da adottare nella sindrome femoro-rotulea (sFR): 1) in Catena Cinetica Aperta (CCA) in cui il movimento coinvolge la singola articolazione, senza il carico corporeo, con l’estremo distale libero; 2) in Catena Cinetica Chiusa (CCC) in cui il movimento coinvolge più articolazioni, con il carico corporeo reale o simulato, con l’estremo distale fisso (Witvrouw et al. 2000). Il potenziamento in CCA utilizzando la leg-extension è stato il metodo tradizionale di rinforzo del quadricipite; questi esercizi, però, sono statiContinua a leggere
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