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Anatomia, anatomia e ancora anatomia=Osteopatia

Anatomia, anatomia e ancora anatomia=Osteopatia
Seminario di approfondimento anatomico in sala dissettoria Università Charles di Praga
a cura di: Simone Caracciolo

E’ arrivato finalmente il giorno della partenza, giorno che azzera l’attesa di un’aspettativa che dura almeno sei mesi, quando il nostro direttore didattico Massimo Tranchina DO, entra in aula per proporci di partecipare ad una dissezione anatomica di cranio e colonna vertebrale a Praga in settembre.
La reazione mia e dei miei compagni è stata quella di sgranare gli occhi , aspettando che ci dicesse che era uno scherzo! Ma così non è stato!!!
L’appuntamento è in aeroporto, ognuno arriva dal proprio paese d’origine; qui partono le associazioni di idee , fra coincidenze fatali di date (11 settembre!), Praga con la sua storia alchemica, esoterica, il nostro aereo piccolo e poco rassicurante (ad elica) ….. si apre un viaggio nei meandri di un sapere non solo accademico ma anche spirituale, profondo, mistico: sembra la prefazione di un racconto kafkiano!!!
Arrivati in albergo, segue un giro di presentazioni, dopo di che ognuno fa le sue considerazioni su ciò che sarà all’indomani, quando al Dipartimento di Anatomia della facoltà di Medicina dell’Università Charles, avremmo incontrato la Dott.ssa Jana Mrzilkova.
Chi sussurra un certo tipo di riverenza per un’esperienza tanto vivida, chi invece ostenta sicurezza facendo pensare di aver fatto solo questo nella vita, chi invece si gode il qui ed ora, proponendo un giro per la città ad ammirare Praga nella sua arte, nella sua cultura millenaria attraverso i suoi vicoli.

L’indomani mattina, siamo tutti all’ingresso dell’ospedale universitario ad attendere la Dott.ssa Mrzilkova, che dopo un po’ arriva col suo sorriso inebriante, i suoi colori sgargianti, la sua silhouette da Miss Repubblica Ceca anni 80’, sembra un’icona celebre venuta fuori da una stampa di Mucha!!!
La seguiamo in aula per una lezione di anatomia sul cranio e sulla colonna vertebrale in un caldo torrido e asfissiante.
Ci ritroviamo tutti con un cranio, vero, in mano; un cranio vero, umano, in mano!!!
Chi sorride, chi strabuzza gli occhi, chi si sente catapultato in una scena di “C.S.I. Miami”, chi si sente fortunato di un’occasione più unica che rara che trasformerà tutto ciò che finora è stato immaginato sui libri, in una realtà tangibile e preziosa; tutti accumunati dalla curiosità di sapere, toccare, rispondere ai propri perché.

Mi ritrovo con un cervello di uomo in una mano e di donna nell’altro tra il caldo e l’odore di formalina; inizio a considerarne il peso, la consistenza, le scissure con le circonvoluzioni che delimitano i vari lobi cerebrali, la dura madre encefalica, dappertutto, con il suo caratteristico aspetto madreperlaceo sbiadito dalla soluzione alcolica ma pur sempre affascinante!!!
Tocco il cervelletto, argomento della mia tesi di laurea in fisioterapia e rimango esterrefatto dalla sua straordinaria struttura e dalla sua preziosa funzione, relais fondamentale di vari networks neuronali.
La Dott.ssa Jana si sofferma sui ventricoli e sulla ghiandola pineale, orologio biologico del nostro organismo, regolatore della vita stessa, di come a 60 anni la melatonina prodotta dall’epifisi si riduca di circa la metà rispetto a quella prodotta a 20 anni; da lì che il nostro corpo si avventura nel processo di invecchiamento.

Che sia questa la pietra filosofale tanto ricercata nel vicolo d’oro di Praga?

Che sia un caso che alcune tombe del cimitero ebraico, appartenute a medici e personaggi illuminati, avessero una ghianda simile a quella pineale?
Il confronto si accende: da un approccio timido si passa ad un registro sempre più incalzante sull’ anatomia, la fisiologia, la clinica e più avanzano le domande precise e dirette tanto più mi viene in mente Still con il suo dogma centrale sull’osteopatia:” Anatomia, anatomia e ancora anatomia”: rifletto sull’importanza del concetto dell’anatomia funzionale in relazione alla variabilità anatomica.
Sebbene tutti i corsi in ambito medico-sanitario inizino dall’anatomia descrittiva e facciano riferimento ai disegni anatomici classici tratti da una vasta libreria di atlanti, in generale viene riservata poca attenzione alla variabilità anatomica umana.

Pertanto il clinico, durante la propria carriera professionale, frequentemente si confronta con variazioni anatomiche e deve imparare a tenerne conto, affrontando specifiche situazioni fisiopatologiche; ragion per cui il cranio, il cervello, la vertebra cervicale che ho fra le mie mani sono diverse da quelle che ha il mio compagno, e così via per tutte le altre strutture anatomiche!!!

E’ stato molto interessante indagare, toccare la struttura nelle sue dimensioni reali ma anche rivedere la funzione alla luce delle più recenti acquisizioni in neuroscienze.

Mi interrogo sul concetto tanto mormorato dell’ EBM (Evidence Based Medicine); in inglese “evidence” significa prova, termine utilizzato in ambito giuridico come elemento necessario per dimostrare la colpevolezza di un indagato “You must to evidence the guilt”. In italiano non significa prova ma esattamente il contrario: un concetto che non deve essere dimostrato.

In alcuni casi, quindi, l’evidenza può essere usata per suggerire, non provare, il potenziale valore di una metodica.

Contestualmente, la Dott.ssa Mrzilkova, con il suo eloquio magistrale, ci suggerisce vari modelli su cui la scienza si sta orientando che dimostrano ad esempio, come alcune strutture (cellule ependimali) connesse ai nervi periferici, se trattate in un determinato modo modificano il loro comportamento in relazione alla fascia.

Ciò si potrebbe tradurre in un “suggerimento”, non una prova, di come alcuni metodi di trattamento osteopatico potrebbero avere effetti simili se usati in contesti clinici reali!!!

I due giorni di dissezione in quel di Praga, si sono svolti all’insegna di una partecipata condivisione con un gruppo attento e motivato a carpire da ogni minimo dettaglio informazioni preziose per il proprio saper essere e il proprio saper fare, in un confronto fertile e costruttivo.

 

Il tutto, sotto la supervisione di Massimo Tranchina e la sua cara Rita Anselmi che da “genitori nutritivi” ci hanno guidati in un viaggio ineluttabile all’interno di un percorso osteopatico vero…. con tanto di attestato.

Simone Caracciolo
Studente scuola OSCE

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